Parrocchia San Lorenzo Martire

- Diocesi di Frascati -

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INDICE

1. Progetto celebrativo

2. Programma rituale e attuazione celebrativa

3. Il "prima" della celebrazione

4. Il "dopo" della celebrazione

(da Regia delle Celebrazioni Liturgiche, sussidio per gli animatori,
 Felice Ferrarsi, pp. 72-81)

3. Il "prima" della celebrazione

3.1 Prepararsi

È pastoralmente consigliabile presentare i cresimandi alla comunità durante la Messa domenicale, qualche tempo prima della data fissata per la celebrazione. In questo modo si coinvolge la comunità a prepararsi nella preghiera alla prossima celebrazione, richiamandola all'impegno di testimone e di sostegno della fede comune.

Il gruppo liturgico può rendersi disponibile per incontri di preghiera, celebrazioni della parola di Dio e momenti di spiritualità incentrati sulla liturgia del sacramento, sui segni a favore dei cresimandi, dei padrini, dei genitori e in collaborazione con i catechisti.

È necessario un incontro preparatorio alla celebrazione liturgica con i cresimandi e i padrini per una prova del rito, mentre con i genitori è opportuno concordare le modalità delle riprese video e fotografiche fatte da persone amiche o da parenti perché vi siano presenze equilibrate, discrete, non invadenti.

Agli stessi operatori presenti, siano essi professionisti o dilettanti, va ricordato come non sia opportuno effettuare riprese ai cresimandi e ai gruppi familiari, durante la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica, per non distogliere la loro attenzione dall'ascolto e dalla partecipazione viva.

Non sarà stonato sottolineare l'inopportunità di esteriorità e di esibizioni: il rito non è una festa mondana, ma un momento celebrativo della fede. Si dia, invece, valore autentico e significato concreto alla "processione offertoriale", invitando le famiglie e i cresimandi a portare veri doni, in natura e in denaro, per i fratelli in necessità, essendo questo un modo corretto di condividere la propria gioia con gli altri.

3.2 Preparare

  • Abiti liturgici. Se il sacramento è amministrato durante la Messa, le vesti liturgiche del ministro che presiede sono le stesse della celebrazione eucaristica. Il colore della casula è il rosso o il bianco, a meno che non prevalga il colore dei tempi liturgici dell'Avvento e della Quaresima. Qualora il rito avvenisse senza la Messa, si usa il piviale. Gli altri ministri indossano le vesti proprie, secondo la funzione che svolgono.

  • Vasetto con il sacro Crisma. Verificare se è portato dal vescovo perché, in caso contrario, bisogna utilizzare quello custodito in parrocchia. Curare la sua presentazione formale e il suo aspetto decoroso, la sua collocazione ben evidente nell'ambito della celebrazione, sottolineata con ceri e fiori.

  • Il libro rituale. Per la celebrazione del sacramento è utilizzato il "Rito della Confermazione".

  • Il necessario per la Messa. Vale a dire: ampolline, calice, pisside, messale, turibolo e incenso, ceri, croce astile.

  • Il "lavabo". Terminata la crismazione dei cresimati, il vescovo dovrà lavarsi e asciugarsi le mani, impiegando alcuni spicchi di limone: serve l'acqua contenuta in una brocca, il vassoio atto a raccoglierla e un asciugamano.

  •  Sussidi. I testi delle preghiere, acclamazioni, versetti e formule che spettano all'assemblea celebrante; il libro dei canti per una partecipazione piena e attiva.

Accoglienza del vescovo. Il vescovo viene abitualmente accolto sulla porta della chiesa dal parroco, dai ministri e ministranti. Gli viene presentata l'acqua benedetta per aspergere se stesso e l'assemblea, poi si avvia la processione fino al luogo dove indossa gli abiti liturgici: la sacrestia o altro luogo idoneo. Non è bene che le vesti liturgiche siano poste sull'altare.

 

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